Breve storia della Realtà Virtuale

Realtà virtuale (VR) - che cos'è?

Gli ultimi 4 anni nel mondo dell'informatica e della tecnologia sono stati segnati da un crescente interesse per il fenomeno della realtà virtuale. Ciò porta ad un aumento del volume della proposizione di idee insolite, per la cui esecuzione sono necessari artisti nuovi e creativi.


La realtà virtuale è un ambiente informatico tridimensionale che consente di includere una persona utilizzando vari mezzi tecnici. Presuppone un'immersione parziale o completa in esso. Gli effetti creati vengono proiettati sulla coscienza umana e consentono di provare sensazioni il più vicino possibile a quelle reali. Per molto tempo, la realtà virtuale è sembrata solo un concetto di fantascienza. Oggi non è più un sogno e tutti possono immergersi nell'eccitante mondo dell'illusione digitale. Poi, dopo che la tecnologia ha cessato di sembrare pura fantasia, scienziati, inventori e futuristi hanno iniziato a rendersi conto che la combinazione di headset e attrezzature potrebbe trasportare una persona in mondi completamente nuovi, lasciando i piedi nel mondo reale.





Un po' di storia

Il concetto di "realtà artificiale" è stato introdotto da Myron Kruger, un artista di computer americano alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, e dopo nel 1989, uno scienziato nel campo della visualizzazione dei dati e delle tecnologie biometriche, il filosofo e futurista Yaron Lanier, propose un altro termine: "realtà virtuale". Fu questo che alla fine mise radici.



Dalle illusioni ottiche al 3D e VR

Tutto è iniziato con immagini volumetriche. L'interesse per loro assunse per la prima volta una forma specifica a metà del XIX secolo. Dallo stereoscopio a fessura più semplice di Elliot nel 1829 e il design a due specchi di Charles Winston nel 1832, alla somiglianza dei primi occhiali stereoscopici di David Brewster nel 1849 e gli occhiali Holmes-Bates leggermente più eleganti del 1860.


Nei primi dispositivi stereoscopici, due immagini piatte identiche erano posizionate ad angoli diversi e il cervello umano percepiva questo come un'immagine tridimensionale. Dopo hanno iniziato a utilizzare una scatola a tenuta di luce, coppie stereo di fotografie e lenti prismatiche.


Successivamente è stato possibile rendere il design ancora più semplice e leggero: senza scatola, solo con oculari prismatici e coppie stereo.