Le fiere sono uno strumento di marketing molto efficace: riuniscono acquirenti, fornitori, consulenti e media, riflettendo il quadro completo del mercato.
Secondo le statistiche, un visitatore fieristico impiega circa cinque secondi per decidere se avvicinarsi allo stand o passare oltre. Come far “parlare” il proprio stand e attirare l’attenzione? Come trasmettere le informazioni necessarie? Come distinguersi dalla concorrenza e conquistare la fiducia del pubblico? La realtà virtuale e aumentata possono fare la differenza.
VR e AR si vedono ancora poco nei padiglioni fieristici, e questo offre al tuo stand un’eccellente opportunità per distinguersi. Il settore è in crescita, e mostrare il prodotto in VR o AR cattura l’attenzione di chi passa: un normale video promozionale ormai basta a malapena, mentre un’esperienza multisensoriale porta le emozioni del pubblico a un altro livello.
Come funziona?
La realtà virtuale crea mondi tridimensionali interattivi che seguono uno scenario e vengono controllati in tempo reale, con una regola di fondo: l’imitazione della realtà. Il principio di base è il dialogo: l’utente interagisce con il sistema e riceve un riscontro alle sue azioni.
In questo modo puoi portare i visitatori della fiera nel tuo mondo. Il visore elimina tutte le distrazioni e crea un’esperienza totalmente coinvolgente: l’attenzione al tuo stand è garantita, anche perché si tratta di una tecnologia a cui la maggior parte delle persone non ha accesso regolare. E dato che puoi letteralmente portare l’utente ovunque e collocarlo in qualsiasi situazione, sei tu a orchestrare le sue emozioni.
La realtà aumentata in fiera è ancora più facile da usare: quasi tutti hanno uno smartphone, quindi più persone possono partecipare e i costi delle apparecchiature sono inferiori. Con un’app AR puoi creare modelli 3D dei tuoi prodotti e delle attrezzature di produzione per una dimostrazione comoda e comprensibile. Aggiungendo strati digitali (video e pulsanti interattivi) sugli oggetti reali, come le immagini stampate sullo stand o sul catalogo, il visitatore riceve valore in più: può immergersi nel territorio della tua organizzazione, farsi una rappresentazione visiva di una tecnologia o di una procedura senza lasciare lo spazio espositivo, e con i pulsanti virtuali accedere al sito, prenotare un appuntamento o compiere qualsiasi altra azione.
I visitatori vogliono interagire e sperimentare le nuove tecnologie. Ecco sei modi per usare VR e AR in fiera.
1. Visualizzazione
Immagina di vendere un prodotto per la casa o l’ufficio. Con la realtà virtuale che riproduce l’ambiente domestico, gli spettatori vedono come appare il prodotto nello spazio e come funziona in un contesto familiare. Se vendi un divano e il cliente teme che il soggiorno sia piccolo, basta creare un modello della stanza e confrontare i modelli. Ikea, ad esempio, ha usato la realtà aumentata per inquadrare i soggiorni dei clienti e mostrare come un divano o il colore di un tappeto si adattano al design complessivo. Lo stesso approccio funziona per rivestimenti, porte, serramenti e articoli simili.
2. Formazione pratica
Hai un prodotto che si racconta meglio con la pratica? Se vendi apparecchiature sofisticate, la realtà virtuale consente di formare i potenziali clienti già durante la fiera, prima ancora del primo ordine. Immagina un potenziale acquirente interessato a un grande ordine: potergli far provare il prodotto direttamente allo stand ispira molta più fiducia. Walmart ha usato la realtà virtuale per formare i propri dipendenti: adottare lo stesso approccio con clienti e collaboratori ti mette alla pari con uno dei giganti mondiali della vendita al dettaglio. Imparare in VR può essere entusiasmante e, allo stesso tempo, protegge i principianti dagli errori gravi.
3. Interattività
I giochi in VR o AR portano traffico verso lo stand, e se il gioco è collegato al prodotto funzionano ancora meglio. Smoothwall, fornitore di filtri di rete e firewall, ha dimostrato la potenza della realtà aumentata con un’installazione AR interattiva al BETT 2017. Se vendi attrezzature sportive, prova a creare un’esperienza VR per giochi e demo di prodotto. La vera sfida è collegare il gioco a ciò che vendi, ma anche senza questo collegamento l’attenzione dei visitatori è assicurata.
4. Dimostrazione di nuove tecnologie
In una fiera medica, ad esempio, puoi far provare ai visitatori le nuove apparecchiature in un ambiente virtuale come una sala operatoria. Usare l’attrezzatura su un paziente virtuale aiuta a capire come funzionerà davvero il prodotto, e il concetto si può applicare in quasi tutti i settori.
5. Presentazione di intere linee di prodotti
Uno degli svantaggi delle fiere è lo spazio limitato dello stand: se hai molti prodotti, portarli tutti è impossibile. Con la realtà virtuale e aumentata puoi digitalizzare l’intero catalogo e permettere ai visitatori di sfogliarlo nello spazio digitale. Particolarmente utile se punti ai grandi rivenditori interessati alla linea completa.
6. Personalizzazione
Uno dei vantaggi più belli dell’AR è la possibilità di personalizzare quasi ogni prodotto, lasciando che sia l’utente ad apportare le modifiche. McDonald’s lo ha fatto al SXSW, permettendo ai partecipanti di disegnare l’interno dell’Happy Meal in realtà virtuale: le persone hanno “dipinto” l’interno di una scatola gigante con un dispositivo speciale, creando un’esperienza divertente e unica associata al prodotto.
AR e VR sono un modo efficace per richiamare l’attenzione sullo stand e renderlo unico. In uno spazio affollato dove competi con molti altri fornitori, gli elementi originali trasformano il tuo stand in un punto d’interesse: la percezione delle informazioni migliora e la memorabilità aumenta.